•Creature Antiche • gioco di ruolo

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Giorni fasti e giorni nefasti

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view post Posted on 11/2/2013, 17:33 Quote
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Sperando di non aver fatto disastri con la mia prima role :)


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363 giorni. Erano passati 363 giorni, ma sembrava che non ne fosse passato neanche uno. Nooshka credeva che il tempo avrebbe affievolito il dolore, che la trasformazione prolungata avrebbe assorbito parte di quelle angosce, invece non era stato così. Era stata 363 giorni come incapsulata in un cristallo di ghiaccio, aspettando che ritornasse umana per farla ripiombare nel baratro. Il lungo periodo da lupa era stata come pigiare il tasto pausa sulle emozioni, e ritornando alla vita normale aveva ricominciato esattamente da dove aveva lasciato, cioè l'oblio.
Si sentiva instabile, fisicamente ed emotivamente, ed estremamente debole. Con addosso i primi vestiti che era riuscita a recuperare dopo la trasformazione, si muoveva con passo barcollante, quasi fosse ubriaca. La strada era deserta, le case erano abbandonate e tutto puzzava incredibilmente di escrementi umani e animali. Non sapeva di preciso in quale parte dell'Europa si trovasse: Germania? Svizzera? Italia? Si muoveva senza meta tra le macerie di quello che un tempo doveva essere stato un quartiere vivo e pullulante di vita. Una vetrina semidistrutta attirò la sua attenzione. Quel pezzo di vetro opaco e sporco le rimandava la sua immagine, per nulla rassicurante.
Dall'ultima volta che era stata umana, circa un anno prima, doveva aver perso almeno un 6/7 Kg e lo dimostrava la carne che le si attaccava alle ossa del volto, le orbite incavate e gli occhi sporgenti. Non era mai stata in carne, anzi era magrolina già allora, ma adesso si ritrovava ad essere un ammasso di ossa. Quanto poteva pesare ora? 44 kg esagerando. Gli occhi arrossati, per via della trasformazione, le labbra screpolate per il vento e il freddo. Si portò una mano ossuta al volto e accarezzò la propria pelle, tanto sottile che sembrava potesse strapparsi da un momento all'altro. I vestiti che aveva racimolato erano almeno 3 taglie più grandi, le cadevano larghi e informi addosso. Aveva dovuto legare una corda in vita per evitare che il pantalone le cadesse mentre camminava.
Il suo sguardo si spostò dal suo corpo emaciato all'unica macchia di colore che la contraddistingueva: i suoi capelli rossi. Erano lunghi, fin quasi alla schiena, arruffati e pieni di nodi, qua e là vi erano intrappolati qualche fogliolina e sottili rametti. Li odiò i suoi capelli. Li raccolse in una coda maldestra tenendoli con la mano destra, con la sinistra afferrò un pezzo di vetro li atterra e con gesto deciso li tagliò, nel punto esatto in cui li teneva fermi. Nella mano destra la sua chioma ramata e nella mano sinistra quel pezzo di vetro ricoperto di sangue, non si era resa conto di essersi tagliata fin quando non vide il sangue che le gocciolava dalla mano sinistra, sangue scuro. Un deja vù, era come rivivere una scena del suo passato... un momento non troppo lontano dal suo presente.
Come allora, restò immobile qualche istante a fissare il sangue che usciva lento, poi gettò il pezzo di vetro, insieme alla sua coda ramata, a terra e si fasciò la mano con un pezzo di stoffa strappato dal maglione che indossava. Si guardò un'ultima volta in quello specchio improvvisato. I capelli corti, tagliati in quel caschetto maldestro, leggermente più corto dietro.
Aveva tagliato una parte del suo passato, ora doveva solo trovare la forza di voltare pagina. Ma non poteva ancora, almeno fino a quando non avesse chiesto perdono alla sorella. Lo stomaco brontolò, ma lei lo ignorò.
Doveva trovare una chiesa, un santuario di Dio. Adesso era pronta per ricongiungersi a Lui, dopo anni in cui lo aveva odiato e maledetto per il male che l'aveva colpita.

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:_Peter:
La notte aveva da poco abbandonato la città
Una notte come tante per Peter fatta di insonnia cronica birra e qualche donna usata come passatempo fino all'alba
La sua insonnia durava ormai da diverse settimane infatti le sue occhiaie erano molto più profonde ed incavate del solito
Era passato moltissimo che non chiudeva occhio ma la stanchezza non era per nulla presente sul suo corpo e sulla sua mente
La brina del mattino era presente sugli alberi sui ciuffi d'erba che fuoriuscivano dal selciato dove lui camminava tranquillamente con passo lento e molto deciso
peter indossava un maglioncino di lana dal colore blu molto aderente che mostrava il suo possente fisico un paio di jeans e le sue amate all stars
Il primi raggi solari cominciavano a farsi spazio tra le nuvole della notte infatti peter strinse per un attimo i suoi occhi azzurro ghiaccio facendoli diventare piccole fessure
I suoi capelli erano tenuti sempre nella stessa maniera col solito ciuffo sparato in alto
Le persone cominciavano ad affollare le strade del centro dando vita ad una delle tante giornate frenetiche di Schwanland
La gente prese dalla frenesia non si degnavano nemmeno di uno sguardo un saluto
Sembravano dei fantasmi e lo stesso faceva Peter abbastanza frettolosamente ultimamente non sopportava il casino delle città
Preferiva starsene per i luoghi abbandonati li nessuno lo avrebbe infastidito un ottimo per stare solo con se stesso per pensare a tutte le vicende che ultimamente stavano accadendo intorno a lui
Presa una delle vie laterali del centro camminando guardando molto attentamente cosa accedeva intorno a lui si ritrovo nella zona meno invitante della città ma la più bella per lui
Appena vi ci entro la calma passo per il corpo quasi come un dose di sedativo sparatagli direttamente in vena
Una moltitudine di odori pervadeva le sue narici escrementi umani ed animale sangue non mancava nulla in quel luogo
Girovagando qua è la c'era anche qualche carcassa di animali morti da settimane ormai
Ma un odore "nuovo" prese la sua attenzione
Una lycan sicuramente nuova in città non aveva mai sentito la sua essenza per le strade cittadine
Cosi preso dalla curiosità si diresse verso quel odore
Arrivato abbastanza vicino scorse vicino un vecchio locale ormai abbandonato e razziato per benino dai vandali della città una ragazza dalla chioma rossa molto lunga
ma la cosa che apprese la sua attenzione erano le condizioni del suo fisico era messa male
Con passo felpato ed estrema agilità salto su un balcone di una vecchia casa posto alle spalle di lei
Si fermo a fissarla in tutte le sue movenze anche quando lei prese un frammento di vetro e si taglio i suoi lunghi capelli facendoli diventare un caschetto irregolare
La ragazza si taglio anche facendo quell'operazione infatti l'odore di sangue arrivo subito alle sue narici e li ebbe subito la conferma che quella giovane era una licantropa il suo sangue non era dolce come quello degli umani
Peter decise di mettersi su quel balcone perchè la ragazza era inselvatichita sentiva su di lei un odore di muschio e di erba segno che aveva passato molto tempo della sua vita tra i boschi trasformata da lupa e il suo corpo ne stava pagando le conseguenze era molto magra che le si vedevano le ossa e aveva delle occhiaie molto profonde
Riusciva a vedere tutto questo dallo specchio dove lei si rifletteva
Dal balcone peter le disse
Non capisco come una ragazza possa non apprezzare cosi il suo corpo da ridursi in queste condizioni quasi scheletriche e con quei vestiti che sembrano raccolti nella spazzatura comunque ti preferivo con i capelli lunghi
Un lieve sorriso nacque sul suo volto mostrando lievemente la sua dentatura bianca e splendente tenendo nascoste le zanne
Fece il finto tonto fingendo che non aveva capito la vera natura della ragazza
Comunque mi chiamo Peter cosa ti porta a girovagare per queste strade non è sicuro per una ragazza anche se siamo in pieno giorno si possono fare incontri poco piacevoli in queste strade
Sorrise nuovamente pensando che l'incontro poco piacevole era lui scosso il capo senza dir nulla
Poggiò le possenti braccia sul parapetto del balcone studiando con gli occhi azzurro ghiaccio ogni parte del corpo della giovane che era ancora di spalle a fissarsi nello specchio

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La voce sconosciuta la fece sobbalzare. Si voltò di scatto. Sapeva esattamente il punto preciso in cui c'era l'uomo prima ancora di voltarsi e cercarlo con lo sguardo: alle sue spalle, su un piano rialzato rispetto a dove era lei. Quando si volse, lui era esattamente dove se l'era immaginato. Il suo udito era infallibile.
Piantò i suoi occhi azzurri in quelli di ghiaccio di lui. Istintivamente annusò l'aria che li separava in cerca del suo odore. Feci, sangue e... eccolo il SUO odore. In quella mischia di odori, quello dell'uomo risultava forte e chiaro nelle sue narici.
Non può essere... è un lic... no è impossibile!
Gli occhi sempre fissi su ogni minimo movimento dell'uomo. Era un odore nuovo e al contempo familiare, come quando, nella sua versione lupesca, rintracciava la scia di un altro lupo.
Eppure mi sembra... no è impossibile. Non esistono altri licantropi. O forse si?
Eppure quell'odore le risvegliava immagini di lupi, ma era diverso da tutti quelli che aveva mai sentito. Gli unici licantropi che aveva incontrato nella sua vita erano la sua famiglia: suo padre e Deya. Erano odori che si erano fissati nella sua mente e che avrebbe riconosciuto tra milioni di altri. Ed erano gli unici odori che attribuiva alla licantropia.
Rimase ancora un istante a guardarlo prima di rispondere. Parlava correttamente l'inglese, ma nella sua voce vi era un marcato accento russo.
"Non mi piacevano più." disse impassibile riferendosi ai suoi capelli, come se si trattasse di un vecchio pantalone fuori moda. Ignorando le altre domande di lui e rifiutandosi di dire qualsiasi altra informazione su di sè, che potesse tradire la sua vera identità.
Poi, senza perdere di vista ogni movimento dell'uomo che si era presentato come Peter, mosse qualche passo verso la sua destra, da dove proveniva il pungente odore di smog e vita, verso la città.
Un passo, due passi, tre, quattro. Poi si fermò.
Oh Nooshka che cavolo stai facendo? diceva dentro di sè Non ti fermare, continua a camminare! Metti più distanza possibile tra te e lui.
Nonostante dentro di sè la sua parte razionale urlasse, lei era lì ferma e si rivoltò verso l'uomo, che la fissava ancora con il suo sorriso affabile. Il corpo di lei completamente girato nella sua direzione. Allungò il braccio destro verso dove c'era la città. E guardò per un attimo in quella direzione, prima di spostare lo sguardo di nuovo su di lui.
La città è di là? chiese come se fosse una qualunque turista, come se non percepisse nell'aria che veniva da quella direzione l'odore del caos e della vita quotidiana.
Una possibilità, una semplice possibilità per metterlo alla prova, per dimostrare che il mio olfatto ha sbagliato. Che è solo lo stress a giocarmi brutti giochi. Poi ognuno per la sua strada. il suo cuore aumentò i battiti aspettando la reazione di lui Ti prego dimostrami che mi sbaglio!
La sua calma esteriore non tradiva la guerra che aveva dentro.

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:_Peter:
Dal balcone Peter fissava ancora la ragazza dallo specchio da ogni frammento di quel vetro rotto da quella posizione vedeva l'immagine riflessa del volto di lei
La fissava la studiava quella ragazza era strana ma allo stesso tempo molto interessante
Sentiva che qualcosa in lei non andava
Peter infatti decise di rimanere fermo su quel balcone in modo tale che lei si abituasse alla sua presenza e per rendere tutto ciò più facile mise la sua mente in una condizione assertiva e pacata in modo tale da farle capire che lui non era una minaccia per lei in quel momento
Le lycan sono molto difficili da prendere quando sono in uno stato selvatico come la ragazza di fronte a lui quindi meglio far un passo alla volta e non essere avventati
Come lui anche lei aveva il diritto di esser aiutata essendo nuova del posto si rispecchiava in quella situazione
Gli venne alla mente quando lui mise piede per la prima volta in città e trovo Shane che dal primo giorno lo aiuto ad integrarsi e sentiva quel dovere verso quella ragazza
Sorrise quando lei sobbalzo udendo la sua voce
Quando poi lei proferì parola verso di lui sorrise quello strano accento russo che lei aveva era cosi grazioso e buffo anche se parlava inglese perfettamente
Dalla mia esperienza di conoscenza delle donna so che voi quando tagliate i capelli e un segno che state dando una svolta alla vostra vita fece una pausa spostando per un attimo lo sguardo da lei per poi tornare subito col suo sguardo sulla sua interlocutrice
Presumo che il tuo cambiamento parte proprio da qui essendo che non ti ho mai visto in città forse qui troverai un ambiente più accogliente di quello dove ti trovavi prima e troverai la pace interiore che tutti cerchiamo in fondo per vivere la vita nel modo più sereno possibile
Il suo discorso poteva sembrava vago ma sicuramente quella ragazza essendo molto sveglio avrebbe captato subito che era riferito al suo stato interiore molto incasinato più di quello che il suo corpo lasciava trasparire
Aguzzando il suo udito sentiva i suoi passi flebili dirigersi verso la città poi si fermo improvvisamente voltandosi e mostrandosi a lui per la prima volta senza l'ausilio di uno specchio
La segui con lo sguardo e la fisso i suoi occhi azzurri anche se incavati erano molto espressivi e comunicavano proprio il suo stato d'animo turbato in fondo si sa gli occhi sono lo specchio dell'anima se si cerca di camuffare qualcosa col corpo ci si riesce ma gli occhi non mentono mai
Peter aveva imparato a fissare le persone negli occhi per comprendere veramente il loro stato d'animo e non da quello che dicevano o dalle movenze del corpo
Era un metodo infallibile per capire veramente chi si aveva davanti
E quella ragazza era turbata forse anche depressa ma il motivo non lo sapeva
Non era una buona cosa farla andare in città a quell'ora era piena di umani tutte probabili prede per lei per placare la sua fame essendo che il suo stomaco brontolava copiosamente richiedeva cibo e nello stato selvatico in cui la sua mente e il suo corpo erano non era un ottima idea metterle di fronte tante persone in un colpo solo
Sentiva il suo battito cardiaco irregolare e molto veloce cosa molto strana
Forse aveva capito la sua vera natura e aveva timore di avere di fronte a lei un suo simile?
Probabile ma non poteva saperlo con certezza
La fisso voltando il capo e disse
Si la città e proprio dove hai indicato tu infatti li regna padrone il caos della vita di tutti giorni come ben avrai sentito
Se non sei abituata al casino non ti consiglio di visitarla a quest'ora

Poggio la mano sul parapetto del balcone e si lancio giù con estrema velocità e agilità
Fece alcuni passi in avanti e si fermo a dovuta distanza da lei per non innervosirla
Con chi ho il piacere di parlare non ti sei ancora presentata
Rimase fermo di fronte a lei mostrandole un sorriso cordiale era un modo per darle il benvenuto nella sua nuova città

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Lo osservò mentre si lanciava con estrema disinvoltura dal balcone e atterrava con dolcezza come se un soffio di vento avesse rallentato la caduta. Era davvero un licantropo come lei? Tutto sembrava a favore di questa ipotesi.
Restò in silenzio mentre lui si avvicinava. Sguardo fisso sui piedi che si muovevano calmi verso di lei. L'odore pungente era sempre più forte man mano che si avvicinava, e qualcosa dentro di lei gridava Lupo! E man mano che lui si avvicinava lei spostava il suo sguardo sempre più in alto... sempre più in alto. Se da lontano sembrava grande, ora che lo aveva a pochi passi le sembrava enorme. Era alto più di lei di almeno 30 cm, di stazza grossa, muscoloso e atletico. Sarebbe bastato un suo semplice gesto per mandarla al tappeto, anche senza il bonus dell'essere licantropo. Sperava solo che non volesse farle del male, altrimenti se la sarebbe vista brutta. Un tempo era veloce, sì. Ma ora? Ora che non mangiava da chissà quanto tempo, e il corpo le si rimpiccioliva sempre di più a vista d'occhio. Ora che non usava le sue gambe umane da quasi un anno. Sarebbe riuscita a sfuggirgli?
Cercò di mostrarsi più forte e più dura di quanto non fosse in realtà. Cacciò la sua aria da menefreghista, quella che un tempo le era costata punizioni su punizioni. Voleva un ulteriore conferma da lui. Se era davvero un licantropo avrebbe dovuto rivisitare tutto ciò che conosceva a riguardo, e non aveva intenzioni di mandare all'aria quello che era il suo mondo e come lo conosceva, almeno non adesso, non per un tizio qualunque con l'aria del cattivo ragazzo. Eppure non voleva andarsene senza saperlo. Senza sapere se quell'individuo potesse esserle utile per capire come era davvero il mondo là fuori.
Non preoccuparti, so cavarmela da sola. con voce fredda e distaccata, si fermò un attimo prima di proseguire. Passò la lingua umida sulle labbra secche e screpolate. Lo sguardo fermo. Occhi negli occhi. Non voleva dimostrarsi debole e sosteneva il suo sguardo. Occhi azzurri e vuoti, come se lo stesse guardando senza davvero vederlo. E forse era davvero così.
Probabilmente non mi fermerò tanto a lungo in città da rimanerne traccia. Solo una breve pausa prima di ripartire.
Lei credeva davvero a quest'ultima affermazione. Non sapeva neanche perchè di preciso si fosse fermata proprio lì, un luogo valeva l'altro. Non poteva certo dirgli che aveva fermato il suo vagabondare, che aveva scelto di ritrasformarsi in umana per il semplice inginocchiarsi davanti ad un altare e chiedere perdono. Non sapeva neanche lei cosa avrebbe fatto dopo. Si sarebbe ritrasformata o avrebbe cercato di insediarsi di nuovo in quell'ambiente frenetico degli uomini?
Si voltò, a simboleggiare che la conversazione era chiusa. Ma lei non voleva chiuderla così. "La curiosità è donna" qualcuno avrebbe detto, lei invece credeva che qualche informazione in più spesso potesse salvarti la vita.
Poi si rivoltò verso di lui, lo sguardo questa volta più dolce e il suo viso più rilassato.
Il forte accento russo ancora presente. Anzi era ancora più enfatizzato mentre diceva:
Ah... Noi donne non tagliamo i capelli solo quando vogliamo dare una svolta alla nostra vita... una breve pausa prima di continuare, per aumentare la suspense. Ma anche quando ci rendiamo conto che il vecchio taglio è ormai antiquato.
Non è il suo caso, ma una mezza verità è meglio di una bugia.
Gli sorride, mentre con la mano afferra una ciocca dei suoi capelli corti, a dimostrazione che non è poi così male quel caschetto irregolare.
Mi chiamo Nooshka, gli amici mi chiamano Noa
In una situazione normale avrebbe allungato la mano e stretta quella di lui, ma meglio non fraternizzare troppo con il "nemico".
Io ho deposto le armi, ora tocca a te... vediamo se sei davvero chi credo che tu sia
Lo sguardo dolce, quasi innocente, ma nella sua mente sta già calcolando ogni possibile mossa di lui e il modo per uscire viva da una eventuale situazione spiacevole.

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:_Peter:
mentre si avvicinava alla ragazza la sua mente pullulava di domande
Come mai quella giovane venuta dal nulla aveva incrociato proprio lui sul suo cammino?
Una delle più presenti nella sua testa
Anche se non credeva nel destino e di come lui fosse capace di cambiare le vite radicalmente mandando a monte programmi di vita già organizzati,forse questa volta lui c'entrava qualcosa, per permettere che i due lupi si incontrassero in un posto cosi strano
dove fin adesso non aveva incontrato mai nessuno solo animali morti, puzza di feci e sangue, erano le cose che padroneggiavano in quella zona della città
Arrivato poco distante da lei dovette chinare il capo per fissarla negli occhi
Era davvero piccola sembrava un debole ramo di un albero pronto a spezzarsi tra un momento all'altro
Annuso l'aria intorno a lei contraendo lievemente le narici con un movimento cosi veloce che ad occhio umano era impercettibile
L'odore selvatico era prevalente su di lei ma si distingueva anche un odore molto strano,un odore di malessere ma non riusciva a capire cosa scaturisse tutto quell'intrecciarsi di emozioni in una sola persona poi
Aveva capito il gioco della giovane ma fece finta di nulla, la giovane cercava risposte da lui per quanto riguarda la licantropia e per capire veramente come andava il mondo per loro
Sicuramente fin a poco tempo fa la giovane era vissuta sotto protezione di qualcuno di importante per lei e di quel pensiero era cosi sicuro che fosse vero che se avrebbe poggiato una mano sul fuoco non si sarebbe bruciato
Il tono della giovane freddo e distaccato per lui era come una sorta di difesa per sembrare più forte di quel che forse non era
Beh che tu sappia cavartela da sola non lo metto in dubbio,questa città non è come quelle in cui sei stata fin adesso, tutte le persone che hai sentito passeggiare possono sembrarti persone normali ma in realtà qui nessuno e normale dietro ciascuno di noi si nasconde qualcosa che non vogliamo far sapere agli altri quindi e meglio che non sei cosi sicura di te stessa col tempo poi ti renderai conto che le mie parole non sono una bugia prendila come una mezza verità li fuori il mondo non è tutto rose e fiori come ci hanno insegnato quando eravamo adolescenti si lotta per sopravvivere e una po come la catena alimentare vige la legge del più forte
Fissandola nei suoi occhi azzurri erano spenti privi di qualsiasi emozione in certo senso vuoti
Anch'io pensavo come te quando sono arrivato in città che avrei soggiornato per un breve periodo poi avrei ripreso la mia vita da girovago senza una metà precisa ma vivendo in questa città ho capito che questo luogo e molto più sicuro per noi credimi poi vivendoci te ne accorgerai anche tu
Si rispecchiava in quella ragazza in un certo senso avevano uno modo di pensare molto simile e un senso di solitudine perenne che ti teneva come su una lama di rasoio in bilico sul baratro della follia cosa molte predominante nei lycan sopratutto giovani come loro
Quando lei gli diede le spalle pensava che si sarebbe allontanata ma poco dopo, invece si volto, è noto sul suo volto un lieve sorriso e il suo viso molto più rilassato
Devo intuire dalle tue parole che il tuo cambiamento e dovuto solo per portare nella tua vita una ventata di novità faccio finta di crederti dai non ti faccio nessuna domanda a riguardo perchè penso che questo cambiamento e dovuto a qualcosa appartenente al tuo passato e non mi sembra bello farti domande su cose che non sono affari miei

fece una pausa di meditazione pensando a come acquisire un po della sua fiducia
Per farti capire che tutto quello che ti ho detto riguardanti le persone di questa non è una bugia devo mostrarti una cosa
Fece qualche passo verso di lei per fargli sentire meglio il suo odore
Sorrise mostrando le sue zanne sviluppate che solo un lupo anche se in forma umana poteva avere
Ma sentiva che lei aveva una sorta di timore verso di lui come se avesse paura e la cosa non gli dispiaceva affatto anzi rendeva il suo ego interiore ancora più forte di quel che era
Come avrai capito io sono un licantropo e lo stesso ho capito di te sei della mia stessa razza Nooshka ma non devi aver paura di me vengo in pace punto primo perchè ho già mangiato quindi per adesso puoi star tranquilla non finirai nel mio stomaco
le fece l'occhiolino strizzando l'occhio sinistro cerco di rimaner serio ma non ci riusci scoppio a ridere in quel frangente le sue zanne erano molto in risalto che lei sicuramente si soffermerà a guardale
Ma non era un problema essendo che gli aveva rivelato già la sua vera identità adesso sperava che lei facesse lo stesso con lui aprendosi un po di più lasciando cadere il suo lato difensivo molto alto fin adesso
Forse capendo che Peter era come lei un po si sarebbe tranquillizzata
Ma non poteva fare nessuna ipotesi almeno fin quando lei non avrà una reazione a tutto quello che gli aveva detto e sopratutto la reazione più importate era quella di vedere come avrebbe reagito sapendo che di fronte a lei c'era un lycan

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Quando lui si avvicinò ulteriormente, per istinto mostrò i denti, in quello che se fosse stata ancora un lupo sarebbe stato un ringhio basso di avvertimento. I suoi denti chiari e perfetti non mostravano traccia di zanne, come lui si aspettava, sembravano normalissimi denti da umano, i canini erano solo leggermente più sviluppati, ma passavano inosservati. Entrambi non potevano sapere quanto il loro diverso destino avesse influito su questi piccoli dettagli della loro natura.
Richiuse subito le labbra in una morsa serrata per tentare di tenere a freno quell'istinto da lupo che ancora aveva il sopravvento. Era umana da poco troppo tempo per poter sovvertire quello che era stata per un anno intero.
L'ulteriore vicinanza dell'uomo, se così poteva ancora chiamarlo, la rendeva nervosa. Nervosa perchè l'odore di lui era sempre più lupesco. Nervosa perchè lui sembrava sempre più enorme e lei sempre più fragile a confronto. Nervosa perchè ora non poteva più fuggire.
Quando le mostrò le zanne, quasi non cadde all'indietro. Istintivamente si portò una mano alla bocca.
Cos'è quest'uomo? si chiese con un misto di terrore e incredulità.
L'affermazione di lui che seguì, che avrebbe dovuto calmarla, la gettò completamente nel panico.
E' un licantropo... e ora che si fa? Ci trasformeremo e combatteremo o andremo insieme a ululare alla luna?
Ma lui stava già ridendo, non aveva cattive intenzioni. Gli occhi di lei si posarono di nuovo sulle zanne di lui. Non si era resa conto ma la sua mano ossuta era ancora appoggiava vicino alle sue labbra, in quel gesto di sconcerto e un lieve sensore di panico. Lasciò cadere la mano lungo il fianco e rimase a fissarlo per un attimo, come se stesse mettendo a posto i tassellini di un puzzle. Il sopracciglio destro leggermente inarcato mentre lo fissava, in quel suo modo strano di rivelare curiosità.
Allora Nooshka non entrare in panico... ricapitoliamo: ti trasformi in umana nel mezzo del nulla e il primo tizio che incontri è niente di meno che un licantropo, questo vuol dire solo due cose: uno, non è un caso che tu sia capitata qui; due, cosa ancora più importante, la tua famiglia non è l'unica ad essere affetta da licantropia.
Sospirò. Una piccola nuvola di condensa le si formò intorno al viso. Segno che le temperature stavano abbassandosi. Lui si era svelato, ora toccava a lei. Allungò il braccio sinistra, a colmare la distanza che li separava, si rese conto che quella era la mano che si era tagliata, la benda arrangiata mostrava una piccola macchia rossa di sangue sulla sua superficie. La abbassò di colpo, e allungo invece la mano destra. Per permettegli di sentire ulteriormente il suo odore da Lycan. Il palmo all'insù, in un segno di sottomissione, a dimostrazione che anche lei non aveva cattive intenzioni.
Io invece puzzo di lupo bagnato disse sorridendogli.
I convenevoli erano fatti. Ora giocavano a carte scoperte.
Riabbassò il braccio. Chiuse gli occhi dolcemente e si focalizzò su tutti i suoi cinque sensi.
Fra poco verrà a piovere. disse riaprendo gli occhi. L'aria era elettrizzata, come capita poco prima di una tempesta. Un anno nella più completa selvaticità aveva incrementato la sensibilità dei suoi sensi a capire le informazioni che la natura le trasmetteva.
Ci conviene muoverci se non vogliamo bagnarci tutti, seppure io abbia proprio bisogno di un bel bagno! disse mentre già gli dava le spalle, e con passo ancora incerto, si muoveva verso la città.
Si voltò appena un attimo per guardarlo con la coda degli occhi, mentre lui si affrettava a seguirla. Aspettò che le fosse accanto prima di chiederglielo.
Allora... Madre o padre? chiese con semplicità, convinta che la licantropia fosse un fattore genetico. Questo almeno era quello che credeva fin'ora.

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La giovane lycan al suo avvicinarsi reagi mostrando i denti se era trasformata in lupo quel gesto si poteva tradurre come un piccolo ringhio di avvertimento
Peter sorrise a quella reazione s'è l'aspettava d'altronde
Hai un bel coraggio a mostrarmi i denti nelle condizioni che ti ritrovi, proprio un bel caratterino forte e audace degno della nostra razza sono curioso di vedere quando ti sarai rimessa come mi accogli posso anche pensare che mi meni quando ti sarai rimessa in stesso
Una lieve risata parti dalle sue labbra
La giovane serrò subito le labbra per metter fine a quel suo atteggiamento semi aggressivo ma lui la capiva
Quando un lycan passa molto tempo trasformato la sua parte istintiva prende il sopravvento su quello razionale anche se le due parti nelle loro personalità sono molto in bilico si sa che i licantropi vivono dei loro istinti e essendo per loro indispensabili ne danno sfogo la maggior parte delle volte
Anche se per pochi istanti Peter riusci a vedere i suoi denti erano molto diversi non li paragonava ai suoi perchè lui essendo un esemplare maschio i denti i muscoli la sua stazza era del tutto diversa da quelli di un esemplare femmina quindi li paragono a quelli di Shane e ne noto una netta differenza quelli della giovane era normali solo i canini erano lievemente più lunghi
Si soffermo a pensare piegando la testa di lato fissandola
Forse e un esemplare diverso venendo da un altra parte del mondo
I lupi erano come gli umani non erano tutti uguali in ogni luogo se ne poteva incontrare uno diverso
Annusando l'aria intorno a lui capii che il tempo stava cambiando infatti il debole sole che cercava di farsi spazio tra le nuvole fu completamente oscurato
Tra un pò si sarebbe visto un bel temporale la giovane aveva ragione i suoi sensi erano sviluppati quasi quanto i suoi
Quando vide che lei porto la sua mano all'insu per fargli capire che anche lei non aveva cattive intenzioni sorrise
Gli venne in mente di fare una scena delle sue per farla sorridere un pò
Chiuse le sue possenti braccia sul petto quasi chiudendosi come un riccio
Per fortuna che mi hai mostrato che non cattive intenzioni contro di me avevo quasi paura che mi volessi uccidere guarda stavo tremando come una foglia al tuo cospetto
Inizio veramente a tremare poi si fermo e le sorrise
Peter era cosi alternava momenti di serietà a momenti di estrema follia
Era stato sempre giudicato folle da chi lo conosceva ma per lui non era un difetto anzi era un pregio molto importante anche se molte volte per via della sua eccessiva follia si trovava nei casini
Non aveva paura di affrontare uno sconosciuto o nuove avventure venute fuori dal nulla
Infatti da quando fu trasformato in licantropo in irlanda si era giurato che avrebbe vissuto qualsiasi pericolo la sua vita aveva bisogno di adrenalina la vita normale e piatta non faceva per lui
Stare sotto la pioggia e la cosa più bella che la natura possa offrirci l'aria si rinfresca e permette alle nostre narici di captare tutti gli odori che i boschi sprigionano al contatto con l'acqua piovana
Vide che lei si allontano dirigendosi verso la città lui gli avvicino abbastanza in fretta e si fermo al suo fianco
Adesso che erano cosi vicini il suo odore era proprio forte era gradevole al suo naso anche se come disse lei un bel bagno non era male
Conosco un bel posto dove puoi fare un bel bagno cosi rilassi un po i tuoi nervi tesi è un posto immerso nella natura che fa molto al caso tuo
C'era un doppio fine in quella sua proposta se lei accettava poteva scorgere anche come era fatta fisicamente essendo che dai quei vestiti che lei indossava non si poteva veder molto
Ma non fece intendere quel suo doppio fine alla giovane
La fermo di scatto fermandola per il braccio sinistro dove aveva scorso la benda sporca di sangue
Le prese la mano e la libero dalla benda la ferita era profonda ma non preoccupante si stava già rimarginando
La ispeziono con lo sguardo e gettò la benda in mezzo a tutti i rifiuti che c'erano in quel posto
Forse non sai una cosa di noi licantropi la nostra saliva e un ottimo cicatrizzante ti farà un pò schifo ma vedrai che si rimarginerà subito
Senza pensare alla reazione di lei porto la mano ferita alle sue labbra e gli passo sopra la lingua assaggiando un po del suo sangue
Infatti la ferita si richiuse quasi subito
passandosi la lingua intorno la bocca Peter si pulì dal sangue rimasto
Il tuo sangue ha un ottimo sapore se eri un po più in carne avrei fatto un pensierino a mangiarti le sorrise e gli fece un occhiolino
Sicuramente quel contatto cosi stretto alla lycan dava fastidio ma lui era pronto ad affrontarla se lei l'avrebbe attaccato
Sapeva tenere a bada lycan inselvatichiti essendo che lui ultimamente era molto più selvatico del solito passava la maggior parte del suo tempo nel giardino del maniero che divideva con la sua cara Shane
Quando lei gli fece quella domanda capii subito il concetto voleva sapere se uno dei suoi genitori era un lycan
Non dirmi che credi ancora alla storiella che i lycan sono solo dei purosangue e nasciamo solo perchè uno dei nostri genitori e un licantropo e prendiamo i loro geni
Fece una pausa non sapeva se dirgli veramente la sua storia ma se voleva acquistare la sua fiducia doveva aprirsi
I miei genitori sono entrambi umani come mio fratello io sono diventato un licantropo 5 anni fa per la precisione avevo 15 anni passeggiavo in un bosco in Irlanda e una notte di luna piena fui aggredito da un lycan e adesso eccomi qua
Non voleva parlare di tutta sua storia piena di dolore per adesso ma chissà forse conoscendola meglio gliene avrebbe parlato
Tu invece come sei diventata una lycan
Gli chiese con aria tranquilla era proprio curioso di conoscere qualcosa in più su quella ragazza cosi strana e molto chiusa nei confronti degli altri
Chissà se c'è la farà a farla aprire un po di più nei suoi confronti

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Si può passar sopra a un morso di lupo, ma non a un morso di pecora. (James Joyce)


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Quel licantropo era strano. Folle l'avrebbe definito. Era ironico con se stesso e con gli altri e questo gli permetteva di avvicinarsi a lei senza un suo particolare astio. Le barriere difensive della ragazza erano comunque alte, ma molto di meno rispetto a prima. Non si può passare tanto facilmente sopra a 363 giorni di pura natura canina, in cui non vi erano quei convenevoli che invece la natura umana pretendeva a buon diritto.
La faceva stare bene, come se si conoscessero da tempo e stessero scherzando da buoni amici. O meglio, lui scherzava, lei si limitava a sorridere e a scuotere leggermente la testa a quell'aria buffa che assumeva Peter. Forse, se lo avesse incontrato in altro loco e in altri tempi quel giovane lycan tutto pepe le sarebbe anche potuto piacere. Ma ora era lì e della sua vecchia vita non le restavano che le briciole.
Quando lui le prese la mano e le tolse la benda credeva che volesse solo esaminare la ferita che si era accidentalmente fatta, mai avrebbe immaginato quello che lui fece dopo. Quel suo gesto, fatto con naturalità, come se andasse in giro quotidianamente a leccare le ferite di tutta la gente che incontrava per strada, le diede fastidio. Il suo sangue a contatto con la lingua di lui, la fece rabbrividire. Era un qualcosa di così intimo che rimase un attimo bloccata, quasi non ascoltò le sue parole. Guardò la sua ferita che rimarginava molto più velocemente. Poi sposto lo sguardo su di lui.
Non ci provare più bello...
In un altra vita non glielo avrebbe permesso. Arricciò il naso in senso di non aver gradito particolarmente quel gesto e si pulì velocemente la mano sulla maglia.
Era ancora concentrata sulla sua mano quando lui le disse di essere stato morso.
Sbarrò gli occhi e gli si avvicinò con un salto. La sua mano sinistra, ora era già poggiata sul braccio di lui per attirare la sua attenzione. La testa girata verso l'alto per riuscirlo a guardare in volto. Li separavano pochi centimetri.
Aspetta... disse mentre socchiudeva gli occhi e degluttiva. Li riaprì lentamente, l'azzurro dei suoi occhi per un attimo più accesoMi stai dicendo che sei stato morso e ti sei trasformato? Credevo fosse solo una leggenda... io non potevo... non credevo fosse possibile.
Non si era resa conto che la sua mano era ancora poggiata sul braccio di lui. Rimase in silenzio per un attimo, lo sguardo perso nel vuoto, ancora una volta lui era stato capace di mandare all'aria tutto ciò che conosceva. Poi lentamente, come a soppesare le parole, sempre con il suo accento russo molto forte raccontò la sua storia.
Io sono una lycan, così mia sorella sospirò ripensando alla sorella, poi riprese e mio padre... e il padre di mio padre ed entrambi i genitori di mio nonno. Generazioni e generazioni di licantropi. Questo aveva indotto mio padre, e quindi anche me, a credere che fosse un fattore genetico dovuto a un qualche tipo di mutazione.
I suoi occhi azzurri fissi in quelli di lui.
Ora tu mi vieni a dire che non è così... scusa ma mi sembra tutto così strano. Abbiamo girato metà Russia in cerca di altri "esseri" come noi il suo accento calca con maggior forza sulla parola "esseri" e non ne abbiamo trovato un solo esemplare. Eravamo convinti che in qualche modo la popolazione di licantropi si fosse estinta tra la prima e la seconda guerra mondiale. Eravamo convinti di essere gli ultimi.
Scosse la testa ancora incredula.
vengo qui, e il primo tizio che mi trovo davanti scopro che è un licantropo e che è così per un morso. Se l'avessi voluto fare apposta non ci sarei riuscita. Disse concedendogli un sorriso amaro.
Si allontanò di un passo, lasciando finalmente cadere la sua mano sinistra, che era ancora lì sul suo braccio.
Ma tu esisti davvero? chiese socchiudendo gli occhi a fessura, per concentrarsi su di lui, come se stesse esaminando una preda. Dopo tutto quello che mi è successo potresti benissimamente essere frutto della mia mente. Una proiezione dei miei bisogni... forse sei un'allucinazione, come anche tutto questo disse allargando le braccia come a comprendere il mondo intero. Probabilmente sono ancora in forma di lupo e sto immaginando tutto. Così avrebbe tutto un senso: la tua presenza e la tua natura. Un nuovo licantropo richiamato dalla mente per rimpiazzarne uno vecchio che non c'è più. Parlava sottovoce... era un suo monologo interiore che però le sue labbra continuavano a riprodurre.
Sto impazzendo lei lo guardò e gli sorrise oh sì, sto proprio impazzendo. Ci ero quasi cascata... sembravi reale... il sorriso si trasformò in risata, una risata sguaiata di puro divertimento, ma poi all'improvviso mentre il riso svanivano cominciarono a scorrere le lacrime, sempre di più, sempre più velocemente.
Si lasciò cadere a terra, appoggiata sulle ginocchia, mentre le lacrime le scorrevano a fiume.
La sua psiche, già fragile, cominciava a dare segni di cedimento.

Ecco la dimostrazione di quanto il mio pg sia psicopatico u.u

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La lycan sicuramente durante le sue scenate l'aveva giudicato folle nella sua mente anche se non aveva nessun commento su quella scenetta teatrale che aveva fatto
Ma il solo vederla sorridere gli conforto un po l'anima
Peter era bravo nel far sorridere gli altri e confortali anche nei momenti difficili ma non era bravo a confortare se stesso nei momenti di sconforto
La maggior che la depressione o semplicemente il malessere lo assaliva o si richiudeva nell'alcool fino ad arrivare a perdere i sensi e svegliarsi la mattina come nulla fosse accaduto nella sua testa o si trasformava in lupo cosi tutte le sue angosce sparivano essendo che la sua parte animale prendeva il sopravvento sulla sua parte umana
Era un ottimo toccasana trasformarsi in lupo ti fa dimenticare tutto quello che affligge il tuo lato umano
Ma con un solo punto a sfavore in quei momenti parte umana si neutralizza lasciando libero arbitrio alla parte animale placando i suoi istinti primordiali come placare la sete di sangue e di terrore di cui ogni lycan cerca come fosse ninfa vitale
Quando vide che la lycan al suo gesto si passo la mano sulla maglia come per ripulirsi non si scompose ma gli fece piacere sentire i brividi di lei quando tra di loro ci fu quel semplice di contatto
Infondo si aspettava una reazione cosi da lei essendo abituata a tutti altri ritmi di vita non era abituata ad avere contatti cosi intimi con lycan a lei sconosciuti essendo che da come aveva capito gli unici lycan con cui aveva vissuto erano i suoi familiari
Si soffermo a pensare su quel aspetto
Molto strano che una lycan cosi giovane si rintani in modo cosi morboso nel nucleo familiare i lycan come si sa sono spiriti liberi non abituati a vivere con le stesse persone per anni eppure quella giovane ci era riuscita c'era qualcosa di strano nella sua vita passata i licantropi son un branco dal legame indissolubile ed e strano che lei si staccata cosi dal suo branco sicuramente e successo qualcosa cosi scioccante per farla dividere dal branco
Allora non sai nemmeno che noi lycan abbiamo l'ausilio che nelle notti di plenilunio possiamo trasformare gli umani in licantropi con un semplice morso come successe a me tempo fa
Quando lei si avvicino a lui con gli occhi sbarrati per quello che gli aveva detto lui chino il capo per fissarla negli occhi
Appena lei poggio la mano sul suo braccio il contatto con quella pelle cosi chiara e morbida gli diede una strana sensazione i muscoli del braccio si indurirono involontariamente
I suoi occhi azzurro ghiaccio era fissi in quelli azzurri della lycan che trasmettevano un misto tra incredulità e stupore per quello che fin adesso gli aveva riferito
Sorridendo le disse
Mi sa che devi farti una bella lezione sulle nostra razza ci sono molte cose che non sai ma forse e meglio che non ti rivelo tutto in colpo senno sfato tutte le cose che conosci sui lycan quindi e meglio che ti dico una cosa alla volta per non confondere la tua mente ancora di più di quel che è posso solo dirti per adesso che siamo di più di quelli che tu possa credere a questo mondo non ci siamo per nulla estinti anche se cosi credevano durante le due grosse guerre mondiali ci siamo solo messi in disparte perchè quella non era la nostra guerra e quindi i nostri antenati decisero di preservare la razza diramandosi in ogni parte del mondo
fece una pausa per prendere fiato
In questa città non sono l'unico licantropo c'è ne sono molti altri la fuori che col tempo sicuramente conoscerai oltre a noi ci sono moltissime altre creature non siamo gli unici a popolare questa cittadina
Quando lei inizio a fare quel monologo all'orlo del delirio lui la fisso con sguardo sbarrato ma allo stesso tempo incuriosito
La lascio parlare senza interromperla per vedere proprio quel discorso fin dove arrivava
Leggeva nella sua mente che stava delirando ma non riusciva a capire il perchè
Infatti alla fine del suo monologo lei cadde in terra cominciando a piangere
Le sue lacrime cominciarono a bagnare l'asfalto sotto di lei
Subito dopo anche il cielo comincio a piangere facendo cadere le prime gocce di pioggia
Come se esso sentiva il malessere della lycan e voleva darle un segno che le era vicino
madre natura era proprio strana quando sentiva che un suo figlio stava male mostrava anche lei il suo dolore con la pioggia
Peter si trovo impacciato non sapeva cosa fare in quel momento
La pioggia comincio a scendere copiosa ed era accompagnata da potenti tuoni
Le vesti della giovane si inzupparono subito d'acqua
Non poteva star li debole com'era si sarebbe presa un malanno
Anche se i lycan non si ammalavano mai quando erano in salute ma lei essendo debilitata e con poche forze un malanno se lo sarebbe beccata di sicuro
Peter si chino e la cinse per i fianchi e la sollevo senza problemi
camminando sotto la pioggia si diresse in un vecchio stabile ancora messo bene non raziato dai criminali presenti in città
Appena arrivato li diede un calcio alla porta scardinandola
Entro e noto che c'era una vecchia poltrona si avvicino e poggiò la giovane lentamente su di essa
Quando i loro volti erano vicini era molto in risalto la cicatrice che Peter aveva sotto l'occhio destro
S'è l'era procurata in uno scontro con un lycan alfa molti anni fa
Si eresse e si tolse il maglioncino di lana poggiandolo sulla giovane come una coperta per scaldarla un po essendo che era bagnata fradicia
Puoi indossarla cosi ti scaldi se vuoi cambiarti i vestiti mi giro di spalle cosi non vedo mentre ti spogli
Un sorriso malizioso nacque sul suo volto che faceva capire l'estremo contrario di quello che aveva appena affermato
Era a torso nudo dinnanzi a lei il suo fisico possente e muscoloso e il suo tatuaggio polinesiano che si estendeva dal petto fino alla spalla erano ben in vista dinnanzi alla giovane
Si sedette di fianco a lei per terra incrociando le gambe
Nooshka se c'è qualcosa che turba la tua anima devi esternarla per aver un po di sollievo non devi tener tutto dentro il non sfogarsi porta alla pazzia
Fece una pausa fissandola nei suoi occhi ancora umidi dal pianto
Non dico che devi sfogare le tue angosce con me ma fallo con chi meglio credi ma esterna tutto quello che hai dentro leggendo nei tuoi occhi comprendo che sei una bomba ad orologeria pronta ad esplodere da un momento all'altro
La sua possente mano si sposto verso di lei e le accarezzo il volto
Non sapeva perchè parti quel gesto da lui che non mostrava simili smancerie a chi non conosceva
Forse trovava compassione per quella ragazza e cercava un modo per confortarla
Non poteva saperlo
L'unica che scandiva il tempo oltre alla lacrime della giovane era il ticchettio della pioggia che batteva sul tetto del edificio in cui si trovavano
Rimase seduto vicino al giovane senza dir più nulla l'importante che lei sentiva la sua presenza al suo fianco e che sopratutto non era sola in quel momento di sconforto che attanagliava la sua mente

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Si lasciò portare come fosse una sacco. Non si era ribellata, non si era mossa, stava lì ferma tra le sue braccia, inerme come un neonato, mentre la pioggia scendeva mischiandosi alle sue lacrime. Tremava e aveva freddo, ma la sua pelle bruciava... questo significava due cose: o stava per trasformarsi o le stava salendo la febbre.
Non vedeva dove la stava portando e neanche le interessava. Sfilze di case diroccate si alternavano a destra e sinistra, poi d'improvviso non pioveva più: erano dentro. Lui la poggiò su quel divano che odorava di chiuso e di vecchio, come il resto della casa. Lì si accovacciò in posizione fetale, completamente chiusa in se stessa.
Si era creata una specie di bolla intorno a lei che le faceva arrivare i suoni esterni come soffocati, e le parole di lui le sembravano lontane, come se venissero da chissà dove, invece che da pochi centimetri da lei.
Lo sguardo era vuoto, la mente volava da un'immagine all'altra. La figura di Peter si confondeva con quelle del suo passato. Un attimo prima era Peter un attimo dopo lì a fissarla c'era suo padre, poi di nuovo Peter, poi lui scompariva e compariva Deya e via via le passarono davanti le immagini di tutte le persone importanti per lei.
Non si era neanche resa conto che lui ora era a torso nudo e che il suo maglione era appoggiato su di lei. Il maglione profumava di lui, profumava di una buona fragranza di lupo, così avrebbe commentato un tempo quell'odore forte e al contempo dolce che le giungeva dal maglione. se lo strinse addosso, tentando di riscaldarsi, ma lei non la smetteva di tremare.
Lo sentiva vicino e poi lontano, poi di nuovo vicino e di nuovo lontano. La voce di Peter andava e veniva e la testa di Nooshka sembrava sul punto di scoppiare. Si portò entrambe le mani alle tempie, come a cercare di frenare quel turbinio di pensieri.
L'ho ammazzata disse in un sussurro nella sua lingua natale. Lui non aveva capito e lei lo ripetè in inglese Mia sorella è morta a causa mia.
Fu in quel momento che sentì chiaramente il tocco di lui, la sua mano grande che le accarezzava dolcemente il volto, come fosse un cristallo che potesse andare in frantumi da un momento all'altro. Il viso le bruciava, come tutto il corpo, ma il punto in cui lui l'aveva accarezzata il bruciore era scomparso.
Lei spostò la sua mano su quella di lui e chiuse gli occhi. Sentendo gli influssi benevoli che venivano da lui.
Scusa sussurò piano, la bocca le si era asciugata e la gola le ardeva. Un fuoco la dilaniava dall'interno, ma non erano le morse che sentiva poco prima della trasformazione. Aveva portato il suo corpo allo stremo e la sua forma umana non aveva sostenuto lo sforzo, ora ne pagava le conseguenze.
Crederai che sono pazza... e non hai tutti i torti, comincio a crederci anche io la voce sempre più flebile. Le loro mani sempre unite. Lei intrecciò le sue dite con quelle di lui, la sua mano piccola e fine in quella possente di lui.
Aprì gli occhi e finalmente lo vide. Non era più immagini sfocate del suo passato, era solo Peter. Gli sorrise. Lui la guardava in silenzio, aspettando che si scrollasse di dosso parte del suo peso.
Grazie... grazie di essere qui... con me
La febbre saliva velocemente, sentiva il suo sangue bollire nelle vene.
Sto morendo? chiese, aspettandosi che dopo quelle pene avrebbe trovato finalmente la pace. Con la mano destra cercò sotto la maglia il ciondolo che portava appeso al collo e glielo mostrò: dentro vi era una foto di lei, dai lunghi capelli ramati, molto più in forma di ora, che abbracciava un'altra ragazza bionda. Si assomigliavano tanto ma non erano uguali. Gli occhi e la forte espressività però erano identici.
Lei è Deya...
Come se fosse la sua ultima confessione cominciò a raccontare la sua storia:
Eravamo ad una festa, si era fatto tardi e Deya voleva andarsene. Ma a quella festa c'era Tim Brandowskij... socchiuse gli occhi pronunciando quel nome Dio quanto era bello... gli andavo dietro da più di un anno, ma lui non mi aveva mai neanche considerata. Però alla festa avevamo parlato e scherzato. Non volevo andarmene, non ora che avevo la possibilità di stare con lui. Lei guarda Peter negli occhi, gli occhi di lei sono velati di nuovo dalle lacrime Pet... le ho risposto male, le ho dato dell'egoista perchè voleva andarsene. Le ultime parole che ho detto a mia sorella prima che morisse sono state invettiva e piene di rabbia. Ed è morta a causa mia, a causa del mio enorme egoismo. Perchè ho preferito un ragazzo, a cui forse neanche piacevo, a mia sorella. Se solo ce ne fossimo andate prima...
Lasciò andare la frase lì sospesa, con quell'enorme punto di domanda che la perseguitava. SE...
La sua mano sinistra stretta in quella di lui e la destra che stringeva forte il suo ciondolo e il ricordo della sorella.

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:_Peter:
La lycan si era fatta portare in quel edificio diroccato senza ribellarsi
Molto strano quel suo comportamento essendo che fino a poco fa non era cosi tanto convinta di avere un contatto con lui
Forse stava cominciando a fidarsi di lui ed era un bene cosi facendo lei avrebbe dato occasione a lui per aiutarla
Quando furono in quella casa diroccata all'esterno dentro non era tanto messa male
C'era solo un forte odore di chiuso e polvere ma per il resto in confronto alle altre case di quel quartiere per la maggior parte razziato era una delle migliori
La poggio sul quel poltrona impolverata che poi ci stavano benissimo due persone sedute essendo che era molto ampia
Ma lui decise di sedersi sul pavimento per non invadere lo stato psicologico della ragazza
Lei si chiuse in posizione fetale lo sguardo vuoto ma nella testa della ragazza giravano molte immagini sentiva le sue onde celebrali prendere un picco enorme e poi ricadere tornando normali
Erano sicuramente molto forti per lei
Peter riusciva a sentire il suo battito cardiaco aumentare chissà cosa si proiettava nella sua mente
Dopo un pò il silenzio tra loro due si ruppe la giovane cominciò a parlare raccontandogli la parte della sua vita e ascoltando attentamente quello che lei diceva capii subito l'elemento che causava quella sua debolezza mentale
La perdita della sorella sicuramente un brutto colpo per lei essendo che si riteneva l'artefice della morte di lei
Peter appena lei fini di parlare rimase in silenzio pensando alle parole giuste da dirle
Non devi colpevolizzarti Nooshka per la perdita di tua sorella e ti spiego anche il perchè tu e tua sorella avevate un legame forte e proprio per quel legame la vostra empatia era molto solida
E proprio a causa di essa le vostre menti si influenzarono di sentimenti negativi non puoi accollarti la morte di tua sorella era scritta nella pagine del destino e nessuno nemmeno noi o qualsiasi creatura a questo mondo può cambiarlo
Io comprendo il tuo stato d'animo e il senso di colpa che trovi noi lycan purtroppo abbiamo questo piccolo difetto facciamo molta fatica a controllare le nostre emozione negative o positive che siano ma posso solo dirti che tu non hai nessuna colpa per quello che è successo alla tua povera sorella

La fissava dritta negli occhi cercando di trasmettere nella sua mente più pensieri positivi possibili
Improvvisamente senti la mano di lei poggiarsi sulla sua
la mano di lei era piccolissima e la sua pelle era come velluto
A quel contatto gli vennero i brividi ma non mostro quella sua emozione la fece rimanere nella sua mente
Peter come tutti sapevano era uno che non mostrava facilmente le sue emozioni
Quando lei ringrazio per la sua presenza
Lui sorrise
Non devi ringraziarmi per nulla Nooshka stai tranquilla
In quel momento si sentiva più un angelo custode che un lycan
Le passo la mano libera sulla fronte per accertarsi delle sue condizioni
Vorresti morire per cosi poco sei sempre una lycan ricordalo e noi come ben sai e raro che ci ammaliamo e soprattutto che moriamo per cosi poco adesso ti mostro un nostro particolare potere
Si alzo non lasciando mai la sua mano con un ottimo gioco di gambe riusci a sollevarsi senza l'ausilio della mani
La sollevo come una piuma e mentre la teneva sospesa in aria si sedette sulla poltrona e poi poggiò la giovane sulle sue gambe e le sussurrò all'orecchio sinistro
Non ho cattive intenzioni tranquilla non approfitto delle ragazze nelle tue condizioni
Una lieve risata si echeggio in tutto lo stabile
Chiuse gli occhi e si concentro sul suo corpo che mano mano diventava sempre più caldo perchè il suo sangue cominciò a scorrere più velocemente nelle sue vene
Strinse la ragazza a lui poggiandola sul suo petto nudo
Sentirai un calore forte invaderti noi lycan abbiamo la forza mentale di controllare il nostro sangue ed essendo il nostro già un corpo molto caldo possiamo aumentarne l'intensità a nostro piacimento per quanto riguarda il tuo senso di debolezza ho una spiegazione anche per quello
Sei stata per molto tempo trasformata in lupo e quindi il tuo corpo si è abituato alla trasformazione e quindi adesso si sta ribellando perchè non è più abituato alle sembianze umanoidi vedrai che passerà restando in questo stadio la parte umana che in te era poco presente essendo che quella animale aveva il sopravvento vedrai che in poche ore la tua parte umana ritroverà l'equilibrio e tutto tornerà alla normalità

Mentre la stringeva vide la foto che le portava al collo
Aveva proprio ragione lei e la sorella avevano gli stessi occhi espressivi
Si chiuse un attimo in se stesso pensando se raccontagli parte della sua vita essendo che lei si era confidata cosi apertamente con lui
Strinse le sue mani sulle sue intrecciando le dita quasi per trovare il coraggio per raccontare la sua vita essendo che dentro di lui era una ferita ancora aperta
Sospiro e comincio a parlare
Prima che diventavo un lycan io non avevo un ottimo rapporto con mio padre perchè lui era un essere vile tradiva sempre mia madre con le prostitute e quando tornava a casa di notte sempre ubriaco sfogava la sua follia su mia madre picchiandola e io mi mettevo sempre tra di loro menando mio padre per difenderla
Ma lei faceva sempre finta di nulla per non destabilizzare la nostra famiglia facendoci credere che crescevamo in una famiglia felice
Mio fratello Clark più piccolo di me mi vedeva come una guida e io facevo del mio meglio per farlo crescere con la consapevolezza che doveva esser forte nella vita non mostrando mai la debolezza
Una notte di luna piena dopo l'ennesima lite con mio padre andai via di casa e mi rifugiai in un bosco poco lontano da casa mia
Sai Dublino anche se caotica e piena di verde
Ero ubriaco quella notte quindi mi addormentai sotto una grossa quercia e li che un lycan mi aggredì alla spalla che se vedi bene sotto il mio tatuaggio ci sono ancora i segni del morso che mi diede

Fece una pausa i suoi occhi erano pieni di rabbia ripensando al padre e a tutto quello che aveva fatto a lui e alla sua famiglia
La notte dopo ci fu la mia trasformazione fu molto dolorosa ma molto eccitante e fu li che mi cibai del primo umano della mia nuova vita
Quando tornai umano e mi resi conto di cosa feci decisi di andar via da quella città per evitare di far del male a mia madre o a mio fratello quando la follia prendeva il sopravvento su di me
Tornai a casa e dalla finestra della mia camera entrai nella mia stanza e indossai alcuni vestiti ero pronto a scappare quando balzai giù mia madre mi rincorse e mi diede una chiave legata ad un cordoncino dicendomi che ogni volta che mi sentivo solo potevo stringere tra le mani queste chiave e che lei sarebbe stata sempre con me qualsiasi volta che sentivo la sua mancanza

Le mostro la chiave che aveva al collo spostando il lupo d'oro bianco che shane gli aveva regalato tempo fa
I suoi occhi da rabbiosi diventarono tristi cupi infatti dall'azzurro ghiaccio diventarono blu scuro
Posso dirti che ormai sono cinque anni che non la vedo più e che molte mi manca sospiro fortemente per strozzare le lacrime che spingevano ad uscire
Peter non aveva mai pianto forse era un errore ma lui era cosi non mostrava mai la sua debolezza
Non dire a nessuno di questo mio lato debole che stai vedendo deve rimanere un segreto tra noi
Le sorrise un sorriso spento non come quelli che fin adesso le aveva mostrato
Intrecciò le sue dita tra quelle della giovane aveva bisogno di sentire un contatto fisico senno la sua mente sarebbe caduta nuovamente nello squilibrio e non era proprio il caso
cerco di cambiare discorso la giovane anche se la conosceva da meno di un'ora aveva già capito come era fatta e sicuramente non avrebbe lasciato passare la sua storia
Per rimetterti in sesto devi mangiare qualcosa il menu che il bosco ci offre sono cinghiali, lepri, e poi ci sono molti pascoli di mucche
Cosa desidera mangiare madame

Era disposto ad andare a caccia per lei per aiutarla a star meglio e sopratutto per dar sfogo alla rabbia legata pensando al padre e alla malinconia ripensando a sua madre
La teneva ancora stretta a lui si stava scaldando piano piano la sua idea era stata buona infatti il volto della giovane pian piano riacquistava colorito come tutto il suo corpo

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view post Posted on 18/2/2013, 00:09 Quote
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Nooshka sapeva che lui le diceva quelle parole di conforto per non farla ricadere nel baratro da cui sembrava essere uscita solo per poi rituffarvisi subito dopo, nella più completa disperazione. Forse aveva anche ragione visto dall'esterno, ma quello che lei provava dentro, da una parte il senso di vuoto per essere stata la causa della morte di Deya e dall'altro quella crescente sensazione di impotenza di fronte al destino, la stremavano e la facevano sentire prigioniera della propria sorte. Sorte che aveva scelto di far vivere lei e morire la sorella.
Quando lui la sollevò, per poi poggersela in braccio, si sentì per un attimo come sospesa nell'aria, quasi fluttuase. Per poi immergersi nel forte odore di lui. Quell'odore in quel momento era la cosa più vicina a un "rifugio". Gli si accoccolò in grembo come un gatto, il suo piccolo corpo stretto a quello di lui, la sua testa ramata poggiata sul suo petto nudo.
Odore di lupo = odore di casa
Era un nesso logico che le sorgeva spontaneo, da sempre quell'odore che caratterizzava i lycan lei lo aveva associata alla sua famiglia e alla sua casa.
Non era mai stata così vicina, emotivamente, a nessuno. Ogni volta che qualcuno tentava di avvicinarsi, la sua natura da lupa e la necessità di matenere segreta la sua identità, la spingevano ad allontarlo e a rimanere segregata in quella sorta di prigione d'oro, le cui sbarre non permettevano il passaggio a nessuno.
Invece ora si trovava tra le braccia di un uomo che conosceva da poco e a cui aveva già mostrato gli angoli più bui della sua esistenza. Quel ragazzo, senza accorgersene o farlo apposta, era la persona, l'essere, più vicino che lei avesse mai avuto. Sarà stato per la loro natura simile, sarà stato per la loro storia e il loro bisogno di un contatto diverso. O forse semplicemente perchè era la prima persona, fuori dalla sua famiglia, a cui si era mostrata per quello che era davvero, una lycan.
L'indomani si sarebbero anche potuti comportare come perfetti sconosciuti, ma di certo per lei quel momento era stato importante.
Strofinò dolcemente il volto contro il suo petto, gesto che ancora una volta ricordava quello di un gatto.
E' così bello stare tra le tue braccia
Gli occhi chiusi, il suo corpicino si rilassava tra le sue braccia, come se avesse un qualche potere che la calmasse. Ascoltava in silenzio la sua storia e sentiva forte il battito di lui, quasi un sottofondo alle sue parole. Era un ritmo cadenzevole, che però aumentò leggermente quando lui le parolò della madre. Senza guardarlo in volto, ascoltando semplicemente le vibrazioni che il suo corpo le mandava, lei riuscì a cogliere, più che nella voce, la profonda malinconia che segnava quel distacco forzato dalla sua famiglia.
La famiglia. Chissà ora come sta la mia... ora che i miei genitori hanno perso, non una, ma ben due figlie..
Si costrinse a scacciare quei pensieri.
Tra le braccia di lui cominciava a sentirsi meglio, sentiva nuove forze ridarle vigore. Forse quel lycan aveva poteri che lei invece non aveva. Se sarebbe sopravvissuta a tutto quello, cosa che diventava sempre più una certezza man mano che passava il tempo e le fitte di dolore sembravano diminuire, si sarebbero potuti confrontare: da una parte un lycan ereditario e dall'altra un lycan a causa di un morso.
Per tutto quel tempo era stata con gli occhi socchiusi e quando li riaprì ritrovò gli occhi di lui lì a fissarla. Le aveva fatto una domanda, ma per qualche motivo la sua mente l'aveva come rimossa e ora lui si aspettava una risposta che lei non poteva fornirgli. Le ripetè la domanda riguardante il banchetto che le poteva offrire il bosco lì vicino. Un piccolo brivido la percorse e i suoi occhi si oscurarono per un'ondata di panico, lui la stringe di più a sè.
Non voglio trasformarmi disse quasi balbettando se poi non riesco a ritornare umana? non so se ho la forza per...
Lui scosse la testa vistosamente, facendole intendere che se la sarebbe sbrigata lui.
All'improvviso un'immagine le si formò nella testa.
Milkshake... oddio... ho una voglia incredibile di milkshake a cioccolato disse arrossendo.
Lei sapeva che un bicchierone di milkshake non poteva minimamente paragonarsi a un pranzo, o a qualunque cosa si facesse a quell'ora (aveva perso completamente la concezione del tempo), ma ora che l'immagine le si era insinuata nella mente non l'avrebbe scacciata facilmente.
Un licantropo le offriva di andare a caccia per lei, e lei cosa gli chiedeva? un milkshake a cioccolato.
Mangiare cibo umano aiuterà a riabituarmi a questa forma si sbrigò a dire, diventando sempre più rossa, che quasi non si vedevano più le lentiggini. Quelle parole puzzavano di bugia da un km di distanza.
Inoltre si sa che la cioccolata stimoola l'ormone della felicità disse d'un fiato, il rossore ora le colorava anche il collo.
Gli occhi di lui che indagavano il suo volto. Lei sapeva che in cuor suo lui stava ridendo di lei, e la serietà esterna era solo la quiete prima della tempesta, lui stava solo aspettando un suo passo falso per poter poi scoppiare a ridere della sua ingenuità.
Gli occhi di lui su di lei non facevano altro che farla vergognare ancora di più.
Nascose il volto contro il petto nudo di lui, come se così facendo lui non potesse vederla.
Ok, lo ammetto! Ho solo voglia di milkshake, senza se e senza ma. Non centra nulla la mia forma umana, nè l'ormone della felicità
la sua voce ora molto più serena di quanto non fosse qualche minuto prima. Come se fosse stata solo una piccola parentesi trascurabile quando si erano raccontati le proprie storie.
Sollevò gli occhi e lo guardò di nuovo, il viso ancora rosso. Gli sorrise. Quel lycan la faceva stare bene, fisicamente quanto psicologicamente, questo era un dato di fatto.
Se ti mettì fra me e un milkshake, ti giuro che te la vedrai molto brutta. Non ti conviene farmi arrabbiare disse con il sorriso sulle labbra e facendogli un occhiolino.
Non aveva ancora recuperato completamente le proprie forze, ma stava meglio, e per dimostrarlo anche a lui si sciolse dall'abbraccio che li aveva legati fin'ora.
Lui in un primo momento non la mollò, quasi non volesse lasciarla andare, poi lentamente diminuì la presa, fino a liberarla del tutto.
Lei si alzò, costringendosi a non mostrarsi debole.
La lontananza dal corpo di lui fu come una doccia fredda. Il tepore del suo corpo sostituito all'improvviso dal freddo pungente dell'aria. Fu scossa da un brivido. Non si era resa conto di quanto quel contatto l'avesse rassicurata e protetta, fin quando non si erano allontanati. Quasi le mancò il non essere più circondata dalle sue muscolose braccia.
Cercò di non darlo a vedere, e dandogli le spalle gettò all'indietro il maglione di lui.
Forza rivestiti, in città non si può andarein giro mezzi nudi. Mi devi offrire un milkshake e non puoi tirarti indietro
La sua voce scherzosa non lasciava trapelare il fiato che le si era mozzato quando i loro corpi si erano separati. E lei sperava che lui non se ne fosse accorto.

2jaguw7
We say we love flowers, yet we pluck them.
We say we love trees, yet we cut them down.
And people still wonder why some are
afraid when told they are loved

 
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view post Posted on 18/2/2013, 02:03 Quote
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Dal cuore nero della mia bestia interiore

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:_Peter:
Le parole rassicuranti di lui avevano avuto l'effetto desiderato
Era riuscito a sollevargli un po il morale
Anche se la sua storia era molto diversa dalla sua per avvenimenti situazioni diverse allo stesso tempo una cosa li accomunava come non mai
Entrambi si erano divisi dalle loro famiglie per cambiare vita
Non poteva disprezzare nulla della sua nuova vita da lycan anzi era molto contento e sopratutto orgoglioso della sua nuova natura
C'era solo un lato negativo l'estrema solitudine ma col tempo lui si era abituato a quel piccolo particolare
Ma anch'essa stava scomparendo da quando era arrivato in quella città aveva conosciuto persone di cui si era affezionato che lo facevano sentire meno solo
Quando Peter sollevo la giovane e la mise sulle sue gambe li per li il suo corpo e la sua mente non gli trasmettevano emozioni particolari
Ma quando lei si accovaccio contro di lui tutto cambio
La sua pelle morbida e il suo odore piacevole lo mandarono in palla ma doveva contenersi non era il momento giusto per corteggiarla
Ma era già un buon segno che lei rimase stretta a lui e non si allontano era un buon segno
Le lycan sono molto dubbiose nei contatti interpersonali sopratutto se la persona dall'altro lato e un loro simile
Ma lei era diversa si butto tra le sue braccia quasi come in un rifugio
Anche lui in un certo senso si sentiva a suo agio l'odore della giovane gli provocava quella sensazione
Quando senti il suo volto strusciare contro il suo petto lui sorrise accarezzando i suoi capelli ramati
Che stai combinando Peter da concedere ad una sconosciuta di avvicinarsi a te cosi facilmente la sua mente voleva metterlo in allerta
Ma lui non si fidava mai della sua parte razionale lui si fidava solamente del suo istinto da buon lycan e fin adesso il suo istinto non aveva mai sbagliato nelle scelte
Quando lei inizio a dire insistentemente di volere un milkshake al cioccolato i suoi occhi si sbarrarono quasi formando sue X
Non riusciva a spiegarsi come una ragazza che era stata trasformata per quasi un anno della sua vita in lupa riusciva a scegliere un alimento umano rinunciando alla caccia
Buon segno vuol dire che si stava già abituando al suo corpo umano
meglio allora che non cada mai addosso un po di cioccolato addosso in tua presenza senno mi mangi vivo
nella sua mente subito si materializzo cio che lui aveva appena detto
Anche se strana come situazione gli piaceva ma non disse nulla per non sembrare perverso anche se lo si capiva che quelle parole per lui sarebbero state estremamente piacevoli se si fossero realizzate
Sapeva bene che il resto delle parole di lei erano una bugia dietro l'altra per convincerlo che quel milkshake era un toccasana per lei in quel momento
Annui col capo e disse
Mi ha convinto vada per il milkshake e poi anche io ho bisogno di una birra ho molta sete
La ragazza piano piano si era rimessa in forze grazie al calore che lui gli aveva trasferito
Infatti lei per dimostrarglielo si stacco da lui
Inizialmente lui non voleva farla andar via ma poi mollo la presa permettendo a lei di rimettersi in piedi
Noto subito che quando si stacco venne presa da un brivido e sorrise a quella scena anche se lui non sarebbe dispiaciuto rimanere ancora un pò abbracciato con lei in quel pacifico silenzio
Quando lei rilancio il maglione lui lo prese al volo e lo indosso
In città non si stupirebbero a vedermi a dorso nudo o me lo fai indossare perchè sei gelosa
Scoppio a ridere a quella sua battuta e si avvicino a lei
Era attratto nell'abbracciarla nuovamente voleva sentire il contatto tra loro e sentiva che quella sensazione era viva anche in lei
Lui le sorrise senza dir nulla
Poggiò la sua mano sui capelli ramati di lei scompigliandoli muovendo la mano velocemente
Annuso l'aria intorno a lui e capii che fuori non pioveva più ma l'aria era abbastanza freddina la temperatura era ancora bassa ma il sole stava cominciando a farsi spazio tra le nuvole
Se sei pronta andiamo nanetta il milkshake ti aspetta ma mi raccomando quando siamo in città stammi vicino cosi almeno se becchiamo qualche malintenzionato posso difenderti

Era la verità ma disse cosi anche per riallacciare il contatto che avevano appena perso
Stava bene in sua compagnia si sentiva calmo e rilassato
Passo la sua mano sul corpo della giovane delineando le suo corpo facendo sfiorare nuovamente le loro mani
Le sorrise e si diresse verso l'esterno si fermo appena fuori aspettando la giovane che lo raggiungesse e poi insieme si sarebbero diretti verso il centro città dove c'erano molti bar cosi si sarebbero seduti e avrebbero approfondito la loro conoscenza lei davanti al tanto famigerato milkshake e lui davanti alla sua birra
La loro conoscenza aveva preso una giusta piega e ormai che il ghiaccio tra loro era rotto tutto sarebbe andato per il meglio tra loro due

Poison+Gomez= ♥ 5 anni insieme



Si può passar sopra a un morso di lupo, ma non a un morso di pecora. (James Joyce)


wolf



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Vincitore quest arena (x)


Kiba ti osserva, attento a quello che fai Peteruccio >.< !!
kiba

 
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